11 agosto 2015 - Global Administrator - 0 commenti

L'inbound marketing sul Web si fa così

L'inbound marketing sul Web si fa così

Quando il blog diventa uno strumento per fare inboud marketing che alimenti il business aziendale ci sono delle regole da rispettare.  Una strategia inboud vincente riesce a stimolare l’utente verso contenuti utili per chi deve scegliere il proprio bene o servizio e senza insinuarsi nella sua navigazione come il vecchio sistema pubblicitario, ma lasciando che sia il cliente stesso o potenziale a cercare contenuti e finire sul blog aziendale. Bastano 4 semplici accortezze per ottenere tanta resa, poca spesa e non rischiare di generare un effetto contrario.

Prima di tutto l’argomento. Non vorremmo mai che i nostri post, articoli, commenti venissero pubblicati sul web per finire nell’Ade virtuale senza aver lasciato alcun segno. Per far sì che il contenuto venga cercato, cliccato e letto da cima a fondo proponiamo ai nostri utenti articoli interessanti. Molti blog aziendali parlano solo della propria realtà e dei propri successi, questo non è rivolgersi ai lettori creando una prospettiva di relazione, ma autoreferenzialità: parlate di qualcosa che sia utile per loro, contenuti basati sui problemi che hanno riscontrato generici o specifici sul nostro prodotto-servizio. Pianificate un piano editoriale che sia “leggibile”.
 
Ma come arrivano gli utenti al blog aziendale? Grazie ai social e alle ricerche su internet. La questione numero due quindi è farsi trovare. Condividere i contenuti sulle piattaforme social e lavorare bene con la SEO farà in modo che i clienti trovino i nostri contenuti, li leggano e poi…
Una volta che il cliente ha preso coscienza del contenuto, va orientato verso un punto chiave della nostra attività. Creando landing pages, ovvero le pagine che ospiteranno testi e immagini finalizzati a convincere l’utente a diventare cliente, lo porteremo dove vogliamo che arrivi. Dopo una ricerca precisa il lettore atterra sui nostri contenuti chiari e semplici per finalizzare un contatto o un acquisto. La landing page deve chiudere il cerchio, deve essere strutturata per centrare un obiettivo preciso (raccolta dati, informazioni sul cliente). Le calls-to-action indurranno il visitatore a fare un'azione come "scarica la guida" o "iscriviti al webinar", mentre creare i form di iscrizione servirà a raccogliere i dati della persona che si sta interessando a noi e ci permetterà di inserirla nella nostra rubrica digitale per ricontattarla attraverso una buona campagna di email marketing, inviando newsletter e informazioni su di noi.

Fidelizzare i clienti è l’ultima fase, rafforzare il rapporto creato, gestire le comunicazioni sui social renderlo partecipe e far sì che quello che cerca sia sempre a portata di mano. Ma attenzione: diffondere contenuti non significa fare spam. Bisogna ascoltare gli utenti e creare interazioni di valore per farsi riconoscere come professionisti del settore. Quindi, continuare a comunicare con parole, immagini e video per non perdere la relazione col cliente e generare la crescita di conversazioni e reciproca influenza.

Ancora non siete convinti? Leggete questo articolo allora: "Inbound marketing: impossibile farne a meno".
 
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