02 ottobre 2014 - Global Administrator - 0 commenti

L’estate sta finendo e “From the Front” se ne va!

L’estate sta finendo e “From the Front” se ne va!

Se mi fermo a pensare a quando è stata l’ultima volta che ho scritto un articolo per un qualsiasi tipo di blog, mi viene da ricordare un tempo in cui i famosi “smartphone” si usavano con il pennino, la parola Android faceva pensare solo ad un film per nerd del 1982, la Apple aveva ancora dei computer di colore bianco e il sistema operativo per dispositivi “handheld” (ve lo ricordate il termine “palmari”? PALEOLITICO) più famoso era WINDOWS CE!
Ma vi rendete conto? Windows CE!

 
Questo preambolo, abbastanza inutile, ha due principali motivi:
1) Evitare il classico blocco dello scrittore (nello specifico il blocco del blogger che non scrive più un articolo da qualche anno ormai :D )
2) Riflettere su quanto sia cambiata la mia vita da quando Zio Steve (Jobs ndr.) e flotte di clonatori al suo seguito hanno rivoluzionato il mondo dei dispositivi portatili.

Sono anni che sentiamo parlare di rivoluzione mobile, un processo che ha portato una miriade di persone a contatto (nel vero senso della parola) con delle tecnologie inavvicinabili fino a qualche anno fa. Vi assicuro che mia madre non era in grado neanche di accendere il computer… Figuriamoci di fare una chiamata su Skype o commentare regolarmente le foto del figlio su Facebook (classico esempio in cui la tecnologia reca danno a qualcuno, in questo caso... a ME!)

Sono ormai anni che sviluppatori e UX Designers (un termine molto cool per indicare chi progetta interfacce utente) di tutto il mondo studiano modi per ottimizzare le proprie applicazioni e pagine web per essere utilizzate su schermi più piccoli di quelli di un computer (anche se, seguendo il trend attuale, non è sicuro che rimangano più piccoli :D ) e anche quest'anno io e il mio collega Lorenzo abbiamo partecipato, all'annuale convegno "From the Front" dedicato alle interfacce utente di "front-end" (altro termine molto cool ormai usato per definire la parte visiva dei nostri siti/app dedicata ai nostri clienti/utenti.


Sono anni che sentiamo parlare di rivoluzione mobile, un processo che ha portato una miriade di persone a contatto (nel vero senso della parola) con delle tecnologie inavvicinabili fino a qualche anno fa.


Anche quest'anno è stata una conferenza molto interessante, con dei fantastici spunti di riflessione e casi studio da parte di Jeremy Keith (@adactio su Twitter), Estelle Wayl (@estellevw), Jenn Lukas (@JennLucas) e tanti altri - Lista completa degli interventi

Il convegno, ospitato al Teatro Duse di Bologna, è stato quasi totalmente incentrato sulle problematiche più comuni del Responsive Webdesign, una tecnica di realizzazione per siti web che permette al sito di reagire ai diversi dispositivi che lo stanno visitando e adattare il proprio contenuto per garantire una visualizzazione ottimale per l'utente.

Dal'articolo di Adams Cameron del 2004 (considerato da tutti i web designer la prima pubblicazione ufficiosa sul Responsive Design) al 2014 si è detto di tutto su questo tipo di argomento, con soluzioni non sempre ottimali e spesso senza porre l'attenzione lì dove ci sarebbe più bisogno, l'esperienza per l'utente.

Qualcuno potrebbe contestarmi il fatto che un sito web aziendale ha come scopo principale quello di divulgare notizie e informazioni sull'azienda e i suoi prodotti, che questo dev'essere il punto dove porre maggiormente l'attenzione quando si realizza un sito...

...e di sicuro non avete tutti i torti, ma...

... direte la stessa cosa quando vi renderete conto che il vostro sito consumerà metà dell'abbonamento a internet a disposizione dal vostro potenziale cliente (che non tornerà mai più a visitarvi)? O quando ci vorranno minuti interi per visualizzare quel bellissimo slideshow con le foto giganti che avete piazzato in homepage (con foto da 2 MB l'una)...Mentre tutto quello che l'utente stava cercando era il numero di telefono della vostra attività (se ci pensate, faceva prima a consultare l'elenco telefonico!)

Content is king come vi direbbe giustamente la mia collega Alessandra, ma, come nella vita, "the experience is everything!" e cercherò di convincervi ancora di più nel prossimo articolo, vi assicuro che non sarà tra 10 anni ;)

Peace!
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