25 settembre 2015 - Global Administrator - 0 commenti

Raccontare il brand vale più che pubblicizzarlo

Raccontare il brand vale più che pubblicizzarlo

C’erano una volta i brand aziendali. E ci sono ancora, ma con le potenzialità dello storytelling il modo di farsi pubblicità delle imprese è cambiato, mutando anche il modo di comunicare il brand. Parole e slogan non bastano più a emozionare i consumatori, sono finiti i tempi dei sorrisi smaglianti dei testimonial e dei prodotti luccicanti in primo piano, oggi l’obiettivo delle aziende deve essere intrattenere, non solo vendere. Per farlo ha bisogno di una comunicazione avvincente e che fidelizzi nel tempo come quella offerta dallo storytelling. Realizzare siti internet, investire sui social network e la bidirezionalità della comunicazione online sono un assist perfetto per la nascita di storie attorno al marchio, narrazioni che coinvolgono emozionalmente il consumatore, lo attirano e intrattengono al brand creando una relazione.
Il risultato è un accrescimento della brand value, un cliente emozionato e un alleato prezioso.

Ma perché lo storytelling è diverso dalla comunicazione aziendale classica?

Innanzitutto la sua chiave di volta è, appunto, la storia. Come i bambini sono persuasi dai racconti avventurosi narrate da nonni e genitori, così i consumatori sono persuasi dal racconto della marca, di come è nata, di come si è evoluta e fa sì che si sentano sempre più coinvolti. Raccontando una storia raccoglierete l’attenzione del pubblico, stimolerete in loro uno specifico desiderio e li persuaderete a compiere una determinata azione. Quindi, la viralità: addio a pubblicità statiche e unidirezionali, adesso per fare gioco di squadra col consumatore dovrete innescare il passaparola, farli condividere e confrontare per soddisfare le loro esigenze.

Mr. Sbuccio, l'arancia diventata l'eroe di Fresco Senso

Vi starete chiedendo, in soldoni, un esempio pratico. Analizziamo il caso di Agribologna, una delle maggiori realtà di Bologna operante nel comparto agro-alimentare che all’apertura del Mercato di Mezzo, ha inaugurato il locale “Sbuccio” con prodotti della linea Fresco Senso. Per promuovere i prodotti dell’azienda ci siamo affidati allo storytelling secondo una progettazione narrativa consapevole, decidendo in primis con quali mezzi veicolarlo (in questo caso Facebook) e verso quali target distribuirlo (giovani e famiglie fans della genuinità della frutta). Detto ciò, ci siamo dati alla parte creativa, partire dal concept per creare una storia memorabile contraddistinta da una Unique Selling Proposition che motivasse il consumatore ad acquistare il prodotto: la genuinità della frutta prodotta dal consorzio di agricoltori bolognesi e disponibile in un negozio nel pieno centro storico della città.  
Strategie per la struttura della storia.

Ogni storia che si rispetti ha un protagonista nel quale il pubblico può immedesimarsi. Così è nato il nostro supereroe Mr. Sbuccio, un tenero e curioso mandarino che avremmo spedito in giro per le bellezze di Bologna per vivere ogni giorno nuove avventure. Abbiamo sviluppato intorno al personaggio una storia semplice (ricordate che più la storia è semplice, più è forte perché più vicina al pubblico), che permettesse al consumatore di immedesimarsi nel protagonista pienamente calato nella narrazione.
La struttura della storia è la classica inizio-svolgimento con antagonisti e alleati-finale, dove abbiamo inserito citazioni di storie, film o libri conosciuti le cui associazioni da parte del consumatore sarebbero state immediate e avrebbero fornito ulteriori link al vissuto personale di ognuno, per emozionare e tenere incollati alla storia. E cosa succederà ancora a Mr. Sbuccio? Basta continuare a seguire la storia e il finale è rivelato.

Per approfondire la genesi di Mr. Sbuccio e dello storytelling leggi anche:
  • Ma quale strategia del CAVOLO?
  • Le favolose avventure di Mr. Sbuccio
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